© 2019 by Paolo Ricca Staff

Breve rassegna stampa                  Short Press Reviews       

"‘I was so happy to be asked to be part of this album by Paolo Ricca and his great group .The playing and the compositions have a mellow, natural feeling to them and everything flows with a feeling of spontaneity . This group has a special sound and I was glad to be a part of it “

John Etheridge
 

 

 

Fresh Italian Progressive Jazz

by John Pritchard

When Paolo Ricca contacted me last month about his new album, Mumble, I was eager to hear the music. Upon multiple listens, I am not dissapointed: it is a fabulous work in the great tradition of Weather Report, but with a decidedly upbeat and flowing Mediterranean flair (thanks to Paolo's inspired compositions and the sound of the clarinet).

The title track, "Mumble" (listen above), says it all with superb musicianship featuring a blazing solo by guest guitarist, John Etheridge (Soft Machine alum), that is followed by an even hotter solo by Paolo on his Fender Rhodes. The very tight rhythm section of drummer, Maurizio Plancher, and bassist, Andrea Manzo, lay down solid grooves with the keys that also synchronize with the unique and refreshing sound of Diego Mascherpa on clarinet. While I truly enjoyed every track, Orfeo stands out as my favorite. It begins with a dramatic intro and then features a great groove that drives the whole composition. There are wonderful vocals from special guest, Viviana Presutti, and the phenomenal clarinet soloing leads up to Paolo's best improvising on the album. He sure can play! Such a pleasure to hear a true master.

Other tracks that I found highly inspirational are Pastorale, with its tasty notes of peaceful beauty, and the final track, Istmo, that features a great bass solo by Andrea and ingenious drumming by Maurizio. But like I said before, the whole album is a delight to hear!

There is much to love about it all. So, it is quite obvious, from both the three cross-eyed creatures on the cover and the "Mumble" title itself, that the Paolo Ricca Group has a great sense of humor. These guys have fun. They have a great sound together and their music is distinct and highly creative... anything but difficult to hear. Definitely no mumbling. No mumbling at all. Sheer joy is what I get out of it... sheer joy... loud and clear!

                                                                                                                      Jazz-rock.com  (New York – USA)

Le PAOLO RICCA GROUP a été formé par le pianiste, claviériste et compositeur Paolo RICCA en 2006, c’est un quatuor de jazz pur, sans trop d’artifice qui a trois albums à son actif.  Paolo s’est entouré de musiciens de grands talents, Maurizio PLANCHER (batterie), Andrea MANZO (Basse) et Diego MASCHERPA (Clarinette) complètent le quatuor.  Comme nous le savons tous, il ne suffit pas de réunir d'excellents musiciens pour avoir la garantie d’un bon résultat, mais il arrive que cela se présente.  Sur « Mumble » Paolo s’est associé à un artiste de marque, en la personne de John ETHERIDGE (Soft Machine, Zappatistas) à la guitare qui apparait sur trois titres (voir la playlist), son apport est une plus-value pour l’album.  Il ne faut pas oublier la présence vocale de Viviana PRESUTTI qui prête sa voix sur « Snap ».

Concernant l’album « Mumble », le groupe a pris une importante décision, celle d’enregistrer l’album en direct, ce qui veut dire une seule session d’enregistrement et une seule version pour chaque chanson.  Cela peut paraitre risqué mais le pari est tenu et réussi.  Revenons sur la contribution de John qui fut importante en raison de l’apport de sonorités uniques qui se sont parfaitement insérées dans la dynamique sonore des chansons.  La piste titre, « Mumble », dit tout, elle offre une superbe musicalité avec un solo flamboyant par John ETHERIDGE qui est suivie d'un autre solo encore plus chaud interprété par Paolo sur son Fender Rhodes.  La section rythmique très serrée du batteur Maurizio PLANCHER, et du bassiste Andrea MANZO, assure une base solide, et ajoutons les sons rafraichissants de la clarinette de Diego MASCHERPA.  Alors que j'ai vraiment apprécié chaque piste, « Orfeo » se distingue comme une de mes favorites.  Elle commence par une intro dramatique et puis elle se développe de belle façon.  Il y a bien sûr d'autres pistes que j'ai trouvé très inspirantes comme « Pastorale », avec ses notes savoureuses d’une beauté paisible, et la piste finale, « Istmo », qui dispose d'un grand solo de basse exécuté par Andrea et le jeu de batterie ingénieux de Maurizio.  Tout l'album est un délice à écouter!

Lorsque j’ai reçu l’album et que je l’ai écouté je suis tombé d’un coup sous le charme de cette musique chaleureuse.  On sent rapidement que ces musiciens ont du plaisir à jouer ensemble.  Ensemble ils ont développé un son et une musique unique et très créative.  Je vous le recommande car cette musique n’a pas d’âge et elle sera encore là lorsque nous serons disparus.

                                                                                                                   Richard Hawey – Profil Prog  (Quebec- Canada)

Stregati da un clarinetto: John Etheridge e Paolo Ricca aprono il Jazz Festival

Articolo su La Stampa di Marco Basso _ Torino Jazz Festival 2019

I Laboratori di Barriera, ospitano nella prima giornata del Torino Jazz Festival, che durerà fino al 4 maggio, l’intrigante collaborazione del chitarrista inglese John Etheridge, dello storico gruppo Soft Machine, con il Paolo Ricca group. Alle 21 la band fondata nel 2006 dal tastierista e compositore torinese con ben tre album all’attivo presenta il nuovo cd «Mumble».

«Volevo dare alle mie composizioni un sound elettrico, ma soprattutto “nostro” , italiano: ho così puntato sull’utilizzo, poco usuale in questi contesti, del clarinetto e sulla vena melodica-mediterranea dei temi musicali. Ho individuato in Mascherpa, Plancher e Manzo i musicisti con cui avrei potuto interagire al meglio».

Esce nel 2006 il primo album,«Batik», miglior disco dell’anno per il referendum fra i giornalisti musicali italiani tenuto dalla storica rivista Musica e Dischi, e, nel 2009, «Volcano».

Racconta Ricca: «Nel 2018 è uscito il terzo lavoro di mie composizioni originali, Mumble, che ha ospite il chitarrista John Etheridge, che sarà con noi al Tjf.

Nel corso degli anni vi sono state collaborazioni della band con altri musicisti e quest’estate avremo ospite a un Festival in Sardegna il violinista David Cross dei King Crimson.

Nel caso di John, ero curioso di sentire quale sarebbe stato l’approccio di un musicista unico e creativo come lui alla mia musica: Etheridge ha risposto con entusiasmo e la sue interpretazioni mi hanno colpito per originalità e creatività. Ha un sound e uno stile “improvvisativo” che gli permette di distinguersi e questa è una dote che hanno solo in pochi; e poi nonostante la lunga e onorata carriera ha mantenuto una grande dose di umiltà ed immediatezza».

«Mi sono piaciuti molto i brani che Paolo mi ha mandato - dice da parte sua il chitarrista inglese - l’uso del clarinetto dona immediatamente al suono un calore e un’umanità che molti progetti fusion, tutti tesi ad esaltare la tecnica dei musicisti, non hanno. Inoltre trovo la scrittura molto melodica e affascinante. Anche l’esecuzione è di prima qualità e c’è un groove rilassato e maturo che rende la musica accessibile e piacevole da eseguire e ascoltare».

«Abbiamo recentemente suonato con i Soft Machine a Milano - riprende Ricca - nel corso del loro tour europeo, con John nostro ospite, e si è subito stabilito con tutti gli altri musicisti dei Soft, un clima di amicizia, stima e rispetto reciproco; ennesimo riscontro di come la musica sia un insostituibile collante culturale e umano che unisce, al di là di nazionalità e generazioni diverse».

«I Soft Machine - precisa Etheridge - sono una band in cui ognuno è libero di suonare e di essere se stesso, pur condividendo tutti insieme la responsabilità del suono: troppe band sono un progetto di un leader con impiego musicisti. So essere un sideman, ma preferisco far parte di una band che ha un comune intento».

A proposito del concerto torinese Ricca spiega: «Presenteremo con Etheridge, oltre ai brani di Mumble nei quali lui ha suonato, anche molte altre composizioni tratte dai precedenti lavori, in una versione quindi assolutamente inedita in anteprima esclusiva per il Tjf».

La carriera di Etheridge si sviluppa in quasi 50 anni di carriera: «Canzone, ritmo, emozione, eccitazione, sono valori imprescindibili - dice-. Quando ho iniziato a suonare, una band si aspettava di fare 7 concerti alla settimana: prendere due giorni di pausa per registrare, e poi nuovamente live tutta la settimana. Registrare era costoso, ora è ridicolmente economico. Adesso il 95% della musica ascoltata viene registrata, i live sono un momento speciale. Inoltre un tempo eravamo tutti autodidatti, io non ho mai avuto una lezione di chitarra nella mia vita. Ora è il contrario: ma questo non fa sembrare tutti uguali? - e conclude - Il pubblico? Un tempo non mi interessava, oggi cerco di regalargli gioia, tristezza, mistero, anima, proprio come i miei grandi eroi della chitarra hanno fatto con me quando io ero un ragazzo».

La Stampa - Aprile 2019

"Paolo Ricca's "Mumble" album is an outstanding  piece of work, for it's so refreshing to hear Jazz being played with that level of creativity, originality and musicianship in this time period. The compositions are diverse, and beautifully structured with great intricacies that take theastute listener on a magical, melodic journey. The splendid writing and arrangements are complimented by some sublime solos from Paolo Ricca and Diego Mascherpa, with exqusite support from Maurizio Plancher and Andrea Manzo, as well as special guest Viviana Presutti's delightful, ethereal sounding vocals.

The compositions create a wonderful setting for guest star John Etheridge to produce some resplendent solos too,  as it's a real joy to hear him playing with these musicians, thus creating an exceptional sound.

The Paolo Ricca Group play with such sincerity and freedom, which is what really impressed me listening to this album. "Mumble" is a testimony that the spirit of Jazz is still very much alive, and that there's more to explore and create within it, that every now and then produces something  very special."


Seymour Nurse (The Bottom End) UK

 

A qualche settimana dalla votazione del referendum di Musica & Dischi per la classifica generale di fine anno rimango sempre più convinto della mia scelta di votare un album strumentale come miglior disco dell'anno.. Batik è una meravigliosa creatura nata per mano di un autore, Paolo Ricca, capace, partendo da un'educazione musicale colta, di elaborare una formula sonora in grado di fare coesistere l'anarchica fantasia del jazz con la compostezza del pop e la raffinatezza codificata tipica del palcoscenico classico.
Il jazz derviscio di Ricca, dischiude all'ascoltatore orizzonti sonori fino a qualche tempo fa impensabili: la title track, un'eccellente composizione che sfiora delicatamente un pout-pourri di culture musicali lontane geograficamente ma molto intime nella sostanza, ricorda le collaborazioni di Sting con Marsalis; Zeta e Neve, due variabili sonore universali da cui non si può proprio prescindere."

Matteo Ceschi - (MUSICA E DISCHI)

"Eccezionale, Trascinante, Ispirato! In difficoltà su come iniziare questa mia nuova recensione, ho deciso di puntare tutto sugli aggettivi. Soprattutto quando nel lettore sta passando un disco cosi ben fatto come questo "Volcano" dell'eccezionale Paolo Ricca. Già aveva ampiamente impressionato con la suo opera prima ("Batik", 2005), ma questo disco oltre che una conferma arriva come una vera e propria affermazione di qualità e forza artistica (…).
Potrei francamente stare almeno altre trecento righe a parlare di tutti i brani del disco, ma sarebbe, per voi, tempo sprecato. Solo ascoltando questo splendido lavoro si possono davvero condividere le emozioni che è in grado di evocare. Consigliato a chiunque, anche a chi è particolarmente a digiuno di jazz, visto che la grande musica è solo grande musica! A questo punto rimane un unico grande interrogativo… a quando un nuovo disco???"

Marco Proietti - (Glass House)

«Mumble» è il titolo del nuovo cd del Paolo Ricca Group: un bel cd che non può mancare nello scaffale dei dischi di chi ha profondamente amato il jazz-rock anni 70  (….)

..nel mare magno del jazz il Paolo Ricca Group naviga a gonfie vele. Pochi i momenti sottotono, temi felici, bravura tecnica ineccepibile: Ricca, tastiere, Plancher, batteria, Mascherpa, clarinetto, e Manzo, basso, suonano divinamente coadiuvati dalla vocalist Viviana Presutti e nientepopodimeno che da John Etheridge, chitarrista inglese dei Soft Machine dal ’75 al ’79. Tant’è che i signori musicisti si permettono il lusso di realizzare un cd che è un live registrato in studio: seduta d’incisione di una sola giornata, ogni pezzo buona la prima.  

Marco Basso - (LA STAMPA)

(….)Gli otto brani non conoscono cadute di stile, sono ottimamente suonati dal quartetto e risultano tutti scorrevoli pur nella loro complessità strutturale, anche grazie agli interventi di Etheridge e di Viviana Presutti, presente con qualche linea vocale. La spontaneità con cui si muovono gli interpreti appare palese sin dalle prime note, segno di una coesione tra i membri che ha definito un sound compatto e composto di passaggi sia corali che solistici, sempre all’insegna di una grande raffinatezza esecutiva e di arrangiamenti curati nei dettagli. La decisione di registrare questo nuovo album come un live in studio ha fatto si che di un’unica session restasse solo una versione per ogni brano.  Questo ha contribuito senz’altro a dare la dimensione giusta e corretta al lavoro. Le parole di Ricca sono esemplificative del modus operandi della band, che ha fatto dell’apporto di Etheridge uno dei passaggi chiave del disco, bravo nell’inserirsi con la grazia che lo contraddistingue nella magnifica title track iniziale, nella frizzante Wake up e nella buonissima Batik. L’album è assolutamente meritevole di attenzione, soprattutto per coloro che amano il jazz rock dal sapore fusion ma con un’anima spiccatamente mediterranea e segna probabilmente il momento più alto della carriera solista di Ricca, maturo e convincente interprete e compositore di un disco fresco e brioso.

Luigi Cattaneo - ProgressivaMente

"Batik è una parola indonesiana che indica il bellissimo tessuto originario di quei luoghi, disegnato con i più variopinti arabeschi colorati. Una gioia per gli occhi e per il tatto. L'album di Ricca è una gioia per le orecchie, invece. A cominciare dalla titletrack, un modern-jazz che apre con soffici accordi modali; il brano è uno straordinario affresco di stili diversi e improvvisazioni estemporanee, un "batik" appunto di tavolozze di colori differenti.
Un'altra piccola perla è la seguente "Pastorale", che ha un "andamento sereno e descrittivo" come la descrive l'autore stesso..."

Daniele Cutali - (MOVIMENTI PROG)

"Paolo Ricca è stato allievo di Franco D'Andrea e il suo curriculum è denso di collaborazioni e partecipazioni prestigiose. (...)
Questo suo recente disco, "Batik", ce lo presenta al meglio e ci fa capire quali siano state le sue esperienze musicali e quale strada vorrebbe percorrere.
Solo o coadiuvato da ottimi musicisti (una particolare citazione va a Diego Mascherpa, che con il suo clarinetto davvero non si risparmia), Ricca ci presenta brani di diverse ispirazioni e atmosfere, tutte indovinate e ben esposte: in particolare il solare e solido "Batik", l'entusiasmante "Zeta", l'intenso "Source", il riflessivo "Neve" e, unico pezzo non scritto da lui, "Sporca Estate", un commosso omaggio al cantautore livornese Piero Ciampi. (...)
Complimenti a Paolo Ricca e all'etichetta che gli ha dato spazio, con l'augurio di crescere insieme e contribuire ancora, nel futuro, a migliorare il nostro panorama musicale.

Rinaldo Prandoni - (IL POPOLO DEL BLUES)

"Quattro anni dopo "Batik" Paolo Ricca torna in sala d’incisione con una certa grinta, e con la voglia di moltiplicare le proprie direzioni musicali….. L'approccio di Ricca è davvero paragonabile a quello di una sorta di cuoco, che raccoglie ingredienti differenti, talvolta anche difficilmente associabili, e riesce a sintetizzarli creando suoni ariosi, che ispirano positività; si può dire, indubbiamente, che ciò che traspare in modo inequivocabile da queste tracce è la forte personalità dell'autore, unita alla decisione ed alla espressività dei suoi compagni di viaggio.
Siamo di fronte a sonorità che superano agilmente gli steccati di "genere", e che ampliano generosamente quel concetto di musica "mediterranea" che spesso viene spontaneo associare all'approccio che molti autori italiani hanno nei confronti dei brani strumentali; anche nella bella cover di Amara Terra Mia il Mediterraneo c'è, ma è assai più vasto, e risente, per così dire, dei "viaggi sonori", dei percorsi effettuati lungo altre rotte, fendendo altre acque, da cui trarre continua e profonda ispirazione."

Andrea Romeo - (L'ISOLA CHE NON C'ERA)